• Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Blog

I pascoli arborati: un importante habitat che rischia di scomparire

I pascoli arborati: un importante habitat che rischia di scomparire

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Sono parte integrante del paesaggio rurale della Sardegna e raccontano una storia millenaria.

I pascoli arborati rappresentano il più diffuso sistema agro-forestale in Sardegna, dove coprono circa 113 mila ettari, pari a quasi il 10% della Superficie Agricola Utilizzata. Sono molto diffusi in tutto il bacino mediterraneo, in particolare in Spagna e Portogallo dove prendono i nomi rispettivamente di Dehesas e Montados.

Cosa sono i pascoli arborati

Come suggerisce il nome, i pascoli arborati sono prati e pascoli caratterizzati dalla presenza di alberi più o meno omogeneamente distribuiti. Si riconoscono, pertanto, due strati fondamentali della vegetazione: uno strato erbaceo, il più delle volte costituito da comunità vegetali semi-naturali, e uno strato arboreo, generalmente costituito da querce.
In Sardegna, interessanti e caratteristici sono, ad esempio, i pascoli arborati a sughera, molto diffusi nella parte centro-settentrionale dell’isola, dove gli alberi sono sfruttati anche per la produzione del sughero, importante risorsa per l’industria sughericola regionale e nazionale (teniamo conto che la Sardegna ospita circa il 90% delle sugherete nazionali).

L’importanza per l’ambiente e per l’uomo

Le attività produttive agro-silvo-pastorali a bassa intensità legate a questi sistemi si integrano fortemente con i processi naturali, favorendo la conservazione della diversità vegetale e animale. I pascoli arborati sono mediamente più ricchi in specie vegetali erbacee rispetto ai pascoli aperti, inoltre essi costituiscono l’habitat prediletto per molte specie animali rare e minacciate. Per questi motivi, i pascoli arborati sono riconosciuti dalla direttiva europea 43/92 (Direttiva Habitat) come habitat d’importanza Comunitaria (6310 – “Dehesas con querce sempreverdi”). Inoltre, i pascoli arborati conferiscono tutta una serie di servizi ecosistemici importantissimi: la presenza degli alberi dà riparo agli animali al pascolo durante le ore più calde della giornata migliorando il benessere animale; favoriscono la protezione del suolo, l’immagazzinamento di carbonio e il riciclo della materia organica; producono foraggio di qualità; contribuiscono al valore estetico del paesaggio.

Il pericolo di scomparsa dell’habitat

Nonostante l’elevata valenza naturale ed ecologica, i pascoli arborati non costituiscono una condizione naturale. Essi derivano, infatti, da trasformazioni indotte dall’uomo nell’arco di secoli, se non millenni, attraverso il diradamento degli alberi, la selezione delle specie arboree più utili e il pascolo. La loro stessa esistenza, pertanto, dipende dall’uomo. Da un lato, la cessazione delle attività agro-silvo-pastorali causerebbe la scomparsa dell’habitat perché la vegetazione legnosa riconquisterebbe presto lo spazio, portando alla formazione del bosco. D’altro lato, un’intensificazione delle attività, ad esempio per sovrappascolamento o arature eccessive, provocherebbe la degradazione del pascolo e la scomparsa degli alberi nel breve-medio periodo. Dato questo ruolo, i pastori possono ritenersi realmente i custodi del nostro paesaggio rurale e, con esso, il suo valore naturale e culturale.
Tuttavia numerosi studi condotti soprattutto in Spagna e Portogallo mettono in luce come l’habitat dei pascoli arborati sia a rischio di scomparsa a causa dei fattori suddetti. Questo rischio è purtroppo reale ed è stato espresso anche per i pascoli arborati della Sardegna, ma fino al 2014 mancavano studi scientifici riconosciuti dalla comunità internazionale che dimostrassero l’intensità e la rapidità del fenomeno di scomparsa della componente arborea.

Gli studi in Sardegna

Nell’ambito di uno studio condotto tra il 2012 e il 2014 (Rossetti & Bagella, 2014) presso il Dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio (DIPNET) dell’Università di Sassari è stato valutato se gli attuali sistemi di gestione dei pascoli arborati a sughera sono compatibili con il processo di rigenerazione della componente arborea, stimando, inoltre, se e in quanto tempo i pascoli arborati si trasformeranno in pascoli aperti.
Lo studio, condotto in un'area ad elevata vocazione sughericola della Gallura, non solo ha confermato come la struttura per età degli alberi sia fortemente sbilanciata verso le classi mature, ma ha anche dimostrato come gli attuali sistemi di gestione non consentano il naturale processo di rigenerazione degli alberi. Nello studio è stato stimato che in tali condizioni la componente arborea dei pascoli impiegherà circa un secolo prima di scomparire, e che nell’arco di 50 anni più del 50% della copertura arborea sarà persa. In pratica i pascoli alberati diventeranno pascoli aperti, con perdita di un habitat, di biodiversità, di un paesaggio tipico, e con un danno considerevole per la produzione di sughero. I risultati sono stati pubblicati nella rivista scientifica internazionale Forest Ecology and Management nel 2014.
Un secondo studio (Rossetti et al., 2015), condotto in collaborazione con il Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione (NRD) e il Dipartimento di Scienze Agronomiche dell’Università di Sassari, mette in luce alcuni aspetti ecologici riguardanti la presenza degli alberi nei pascoli, e va a sostegno dell'esigenza di tutelare questi importanti sistemi produttivi agro-silvo-pastorali estensivi. In particolare, lo studio evidenzia l’importanza degli alberi isolati come centri di accumulo di carbonio nel suolo e come punti di concentrazione della biodiversità del suolo, fondamentale nei processi di riciclo e rimineralizzazione della sostanza organica. I risultati di questo studio sono stati pubblicati nel 2015 nella rivista Agriculture, Ecosystems and Environment, una delle più autorevoli riviste internazionali riguardanti l'ecologia dei sistemi agricoli.

Le possibili strategie di conservazione

Il pericolo per l’habitat dei pascoli arborati a sughera rende necessario adottare strategie tempestive per preservare i meccanismi di rigenerazione della componente arborea. Le misure adottate devono comprendere sia prassi gestionali da attuare a livello di singole aziende, sia azioni a livello di paesaggio, che abbraccino quindi interi sistemi. Tra le possibili strategie a livello aziendale vi sono l’impianto di nuovi alberelli, l’uso di gabbie per preservare le plantule e i giovani alberelli dal pascolamento o, in alternativa, l’esclusione del pascolo e delle lavorazioni su piccole superfici a rotazione per periodi di 20-30 anni per consentire una rigenerazione naturale. A livello di paesaggio sarebbe utile preservare o ricostituire corridoi ecologici che mettano in connessione i lembi residui di sugherete favorendo così i movimenti delle specie animali che operano il processo di disseminazione delle ghiande. È chiaro che non tutti i costi di tali strategie possono essere assegnati ai privati, ma sono necessari incentivi che compensino le spese sostenute per la conservazione dell’habitat.

Conclusioni

I risultati ottenuti dimostrano che anche in Sardegna l’habitat dei pascoli arborati a sughera è fortemente minacciato. Un’eventuale scomparsa di questi sistemi non solo provocherebbe la perdita di un habitat e di biodiversità, ma anche di produttività, di servizi ecosistemici e di un componente caratteristico del nostro paesaggio rurale. Inoltre, considerando che la Sardegna ospita la quasi totalità delle sugherete d’Italia, e che gran parte di queste è gestita in regime di pascolo arborato, la perdita di una parte consistente degli alberi avrebbe ripercussioni per l’industria del sughero, che in Sardegna è importante non solo per la produzione di turaccioli e rivestimenti ma anche per l’artigianato tipico.

Pertanto, non sarebbero solo gli alberi dei pascoli a scomparire ma, insieme ad una storia millenaria, anche una parte del nostro entroterra culturale.

Ivo Rossetti

Galleria fotografica (clicca sulle immagini per ingrandirle)

Pascolo arborato a sughere (Berchidda - OT) Il caratteristico mosaico del paesaggio dei pascoli arborati (presso Villanova Monteleone - SS) Il paesaggio dei pascoli arborati (Monti - OT) Alberi piegati dal vento di maestrale (Thiesi - SS) Due asini si proteggono dal sole primaverile sotto una sughera (Siligo - SS) Il progressivo diradamento degli alberi Gli effetti di un grosso incendio in un pascolo arborato a sughere (Berchidda - OT)) Misurazione delle circonferenze dei tronchi Misurazione dell'altezza di giovani alberelli in una sughereta


Riferimenti



Vuoi contribuire al progetto Sardegna Natura?

logo

Sardegna Natura è il primo e più ricco portale web dedicato alla natura della Sardegna con l’obiettivo di promuovere le sue straordinarie bellezze naturali.

logoSardegna Natura è il primo e più ricco portale web dedicato alla natura della Sardegna con l’obiettivo di promuovere le sue straordinarie bellezze naturali.

logo

Le nostre community

Vuoi scriverci, darci un consiglio o hai riscontrato un problema su questo sito?

© 2017 A.C. Sviluppo Sostenibile. C.F. 92240180924. Tutti i diritti sono riservati.