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Flora e vegetazione della Sardegna

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La flora della Sardegna conta circa 2.410 entità. Non è un numero particolarmente elevato se confrontato con altre aree italiane di pari superficie, ma è notevolmente importante per l'elevata presenza di endemismi. Secondo le più recenti revisioni, il componente endemico sarebbe di 347 taxa, pari quasi al 15% della flora. La flora endemica sarda è in parte esclusiva, in parte condivisa soprattutto con la vicina Corsica, con le isole Baleari, l'arcipelago toscano, la Sicilia e le isole a largo delle coste provenzali.

Da sinistra, paeonia di Moris e viola del Limbara, endemismi diffusi nelle aree montane della Sardegna
Da sinistra, paeonia di Moris e viola del Limbara, endemismi diffusi nelle aree montane della Sardegna

 

Il paesaggio vegetale della Sardegna è notevolmente vario, grazie alla grande variabilità geologica e geomorfologica della regione, ma anche a causa dell'intervento dell'uomo. Le formazioni boschive sono notevolmente aumentate negli ultimi 50 anni, dopo più di un secolo di devastazione per ricavare legname, carbone e spazio per il pascolo. La specie forestale più diffusa è il leccio, quercia sempreverde molto longeva e adattabile. La sughera forma notevoli estensioni soprattutto nelle aree granitiche del nord, dove le formazioni originarie sono state profondamente modificate dall'uomo, costituendo i bellissimi paesaggi dei pascoli arborati. Anche le querce caducifoglie costituiscono cenosi importanti. Le querce caducifoglie della Sardegna vengono riferite alla specie Q. pubescens (roverella).

Da sinistra, foreste di leccio del Monte Lattias (CA) e pascoli alberati a sughera presso Berchidda (OT)
Da sinistra, foreste di leccio del Monte Lattias (CA) e pascoli alberati a sughera presso Berchidda (SS)

 

Lungo i corsi d'acqua troviamo le formazioni di vegetazione ripariale. Alle quote più basse, su corsi d'acqua soggetti a lunghi periodi di secca, queste formazioni sono dominate da oleandro, agnocasto (Vitex agnus-castus) e tamerice (Tamarix spp.). Nelle aree più fresche e umide l'ontano nero, spesso associato al salice (Salix spp.) e al frassino (Fraxinus spp.), forma le cosiddette foreste a galleria.

Molto localizzate, e a quote generalmente sopra gli 800 m, sono le cenosi a tasso e agrifoglio, relitti dell'Era Terziaria. Molto caratteristici sono i ginepreti, molto diffusi soprattutto nelle zone costiere e nelle aree montuose degradate. Le formazioni a macchia mediterranea sono molto più diffuse. Esse sono derivate dalla degradazione di preesistenti formazioni forestali, e rappresentano le fasi intermedie del processo di successione secondaria della vegetazione. La complessità della macchia è legata allo stato più o meno avanzato del processo di recupero della vegetazione, o alla presenza di fattori di disturbo come incendi, taglio o pascolamento. I cisteti, con le varie specie a fiori bianchi e rosa, spesso indicano un precedente passaggio del fuoco. Macchie più evolute possono annoverare erica arborea, corbezzolo, ilatro, lentisco e mirto.

Da sinistra, lentisco e corbezzolo
Da sinistra, lentisco e corbezzolo

 

Nelle zone cacuminali, o nelle zone con roccia esposta e in prossimità delle coste rocciose si formano cenosi chiamate garighe, costituite da arbusti nani prostrati come la ginestra di Salzmann (Genista salzmannii), il pruno prostrato e il timo di Caterina. Le formazioni erbacee, com'è tipico per l'ambiente mediterraneo, sono caratterizzate dalla prevalenza dell'elemento terofitico, cioè specie a ciclo annuale che fioriscono e fruttificano in genere prima dell'estate, e attraversano la stagione arida sottoforma di seme, attendendo le prime piogge autunnali per rigerminare. Grazie a questa caratteristica i pascoli della Sardegna cambiano notevolmente aspetto durante l'arco dell'anno, offrendo in primavera fioriture spettacolari. Accanto alle specie annuali possiamo trovare anche numerose geofite di particolare interesse botanico, come lo zafferano minore, il giglio marino di Sardegna, l'ornitogalo sardo-corso, e molte orchidacee.

 

Ivo Rossetti - Sardegna Natura 09/01/2012


Riferimenti

  • Arrigoni P.V., 2006. Flora dell'Isola di Sardegna. Società Botanica Italiana. Carlo Delfino editore. Sassari. Vol. I, II, III.
  • Bacchetta G., Bagella S., Biondi E., Farris E. Filigheddu R.S., Mossa L., 2009. Vegetazione forestale e serie di vegetazione della Sardegna. Società italiana di fitosociologia. Fitosociologia, 46(1), Suppl. 1.
  • Camarda I. Flora e paesaggio vegetale delle montagne sarde.
  • Pignatti S., 1982. Flora d'Italia. 3 vol. Edagricole, Bologna, Vol. I, II, III.

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