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La vegetazione forestale della Sardegna ha subito una fortissima riduzione negli ultimi due secoli dello scorso millennio. Nella prima metà dell'800 circa due terzi dell'isola erano coperti di imponenti foreste primarie. I disboscamenti iniziati a partire dalla seconda metà dell'800, cancellarono quasi completamente le antiche foreste e il legname fu impiegato per la realizzazione delle traversine ferroviarie di tutta Italia e non solo. A partire dal secondo dopoguerra, l'abbandono di molte terre ha favorito l'espandersi della vegetazione naturale. Oggi le foreste sarde, in gran parte costituite da formazioni secondarie, coprono circa 400 mila ettari, pari a quasi il 17% della superficie regionale. Aggiungendo le macchie alte o boscaglie si arriva a circa 700 mila ettari. A questi vanno ad aggiungersi circa 120 mila ettari di rimboschimenti e piantagioni a conifere, eucalipti e altre latifoglie. Malgrado i disboscamenti del passato, la Sardegna rimane una delle regioni più verdi d'Italia, con le più vaste foreste mediterranee e alcuni dei lembi residui più significativi di foreste primarie.

In base a fattori climatici, pedologici, storici e antropici possiamo riconoscere diversi tipi di vegetazione forestale:

  • Leccete: i boschi di leccio sono il tipo di vegetazione forestale più diffuso in Sardegna, grazie al fatto che il leccio trova qui un optimum ecologico e grazie alla sua estrema adattabilità a differenti substrati e piani bioclimatici. Le leccete si rinvengono dal livello del mare fino ai 1400 metri di altezza.
  • Querceti caducifogli: le formazioni a roverella rappresentano, per superficie coperta, la seconda tipologia di vegetazione forestale in Sardegna. Sono maggiormente diffuse nel Gennargentu e nella Sardegna centrale e nord-orientale.
  • Boschi a sughera: la Sardegna ospita il 90% della copertura nazionale di boschi a sughera. Presenti quasi esclusivamente su substrati non calcarei, le sugherete sono diffuse soprattutto nelle aree collinari e sugli altopiani fino a 900 metri di altitudine.
  • Foreste ripariali: per la vegetazione dei fiumi e torrenti della Sardegna si rimanda a Vegetazione ripariale.
  • Boschi a carpino nero: le formazioni a carpino nero in Sardegna sono sporadiche e localizzate prevalentemente nell'Ogliastra.
  • Tassete: le formazioni a tasso sono rare e localizzate in recessi montani al di sopra degli 800 metri sul livello del mare, in genere associate all'agrifoglio e all'acero minore. Formazioni relittuali quasi pure e con esemplari ultracentenari o millenari si trovano in località Sos Niberos (Ilbono) e Mularza Noa (Bolotana). Alberi isolati o più o meno aggregati si trovano nel Gennargentu e nel Monte Limbara. Le formazioni più meridionali si trovano nel Sulcis.
  • Laureti: le boscaglie ad alloro si rinvengono nella Sardegna centrale e nordoccidentale. Alcune formazioni sono presenti nei territori di Uta e Fluminimaggiore.
  • Castagneti: sono diffusi nei settori occidentali del Gennargentu, nell'Ogliastra, nel Montiferru e nel Goceano in forma di colture, spesso associate al nocciolo. La loro origine è probabilmente da attribuirsi all'uomo fin dalla dominazione romana, ma oggi oggi possono considerarsi pienamente naturalizzati e integrati nel paesaggio.
  • Boscaglie di olivastro: le formazioni a olivastro rappresentano uno degli elementi più termofili della vegetazione, presenti dal livello del mare fino ai 400 metri di altezza, su substrati sia acidi che calcarei, sono spesso associati al carrubo.
  • Boscaglie di ginepro: i ginepreti sono diffusi in tutta la fascia costiera su substrati rocciosi o sabbiosi, e in aree interne aride dove costituiscono stadi di degradazione di preesistenti formazioni forestali termofile a dominanza di leccio.
  • Pinete: le uniche formazioni naturali di pino in Sardegna sono localizzate in poche aree costiere del Sulcis-Iglesiente e dell'Isola di San Pietro, con pino d'Aleppo e pino domestico, e in alcune aree della Gallura (Monte Pino e Monte Ultana) con pino marittimo.
  • Boscaglie a quercia spinosa (Quercus coccifera): localizzate su sistemi dunali e depositi alluvionali della Sardegna meridionale. 

Leccete sul Monte Lattias (CA)

Boschi di roverella presso Siligo (SS)

Bosco di tassi ultrasecolari di Sos Niberos (Bono - SS)

Pineta costiera presso Capo Caccia (Alghero - SS)

Rimboschimenti a conifere nel Monte Limbara (OT)

mappa vegetazione sardegna foreste

Nuovo SardegnaNatura - 01 ottobre

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