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La civiltà che più di ogni altra caratterizza la storia Sardegna è sicuramente quella Nuragica, che si sviluppò nel periodo che va dal 1800 a.C. sino al III sec a.C., abbracciando quindi Età del Bronzo, Età del Ferro ed Epoca Storica.

A dare il nome a tale civiltà sono le sue tipiche costruzioni, i nuraghi (in lingua paleosarda, nur=cavità/cumulo), torri tronco-coniche costruite con tecnica megalitica, quindi sovrapponendo a secco grandi blocchi di pietra squadrati più o meno grossolanamente, terminanti con una falsa cupola realizzata con filari di pietre e chiusa da una lastra orizzontale.

La loro altezza poteva superare anche i 20 metri per 10 metri di diametro. Ad esempio Su Nuraxi di Barumini conta 10 m di diametro x 18,6 m di altezza. Ma il nuraghe Santu Antine di Torralba, con i suoi 17 metri di altezza attuali e i probabili 22 metri originari, era non solo il nuraghe più alto della Sardegna, ma anche una delle costruzioni più elevate mai costruite dall'uomo fino ad allora, emblema di una civiltà fiorente, nel culmine del suo vigore, e certamente rilevante nel bacino del Mediterraneo a quel tempo, ma purtroppo mai approfondita realmente dagli storici.

Sul territorio sardo, di nuraghi se ne contano oggi circa 7.000, disseminati un po' ovunque, sia monotorre sia polilobati (ossia nuraghi complessi composti da più torri), e circondati da veri e propri villaggi.

Durante la fase arcaica dell'epoca nuragica (1800 a.C.-1500 a.C.), si svilupparono i cosiddetti “protonuraghi”, nuraghi a corridoio, dalla forma allungata, ellittica o trapezoidale. Durante il nuragico medio (1500 a.C-1200 a.C. ) vennero edificati nuraghi monotorre, composti da un ingresso architravato posto quasi sempre ad est, un corridoio provvisto di nicchie conducente ad una camera circolare e ad una scala a chiocciola, la quale portava alle camere superiori. Abbiamo poi il nuragico recente (1200-900 a.C.), che costituisce il periodo più proficuo: si svilupparono nuraghi complessi a più torri e si producono i primi bronzetti. Nel nuragico finale (900-500 a.C.) si svilupparono le prime abitazioni pluricellulari con corte centrale, mentre durante il nuragico della sopravvivenza (500-238 a.C.), si sviluppa un tipo di costruzione a semplice recinto, senza nessuna fortificazione.

Riguardo la funzione di queste costruzioni esistono diverse teorie, si pensa comunque che esse avessero più scopi: abitativo, militare, religioso. Si ipotizza che le popolazioni nuragiche vivessero divise in tribù, talvolta in conflitto tra loro.

Attorno al nuraghe o nelle vicinanze sorgevano capanne circolari (anche sino a 200), fatte con muri a secco e tetti di legname o paglia.

Per quanto concerne la spiritualità delle genti nuragiche, da menzionare è il culto dell'acqua, che veniva raccolta nei pozzi sacri, detti anche templi a pozzo. In tutta l'isola se ne contano oggi circa 40, situati all'interno o nei pressi dei villaggi. Lo schema più comune è il seguente: un vestibolo a fior di suolo dove si svolgevano le funzioni religiose, una scala, e un vano a tholos che copriva il pozzo.

Nel villaggio si trovava anche la necropoli, costituita da caratteristiche sepolture dette Tombe di Giganti. Esse sono costruzioni funerarie megalitiche, o tombe collettive scavate nel terreno o nella roccia, con pianta a forma di testa di toro, simbolo di fertilità e di rinascita. Erano costituite da un ampio vano rettangolare con copertura piatta, una parte posteriore chiusa da una sorta di abside e una parte anteriore terminante con una stele, che si affacciava su un'esedra destinata alle cerimonie rituali.
Altra tipica espressione della cultura nuragica sono i bronzetti, piccole sculture in bronzo di altezza da 8 a 40 cm, con funzione votiva, rappresentanti pastori, artigiani, arcieri, guerrieri, sacerdoti, capitribù, oltre ad animali e navicelle. Essi erano realizzati con la tecnica della “cera persa”: venivano realizzati modelli di cera, poi avvolti da argilla, nella quale veniva praticato un foro da cui fuoriusciva poi la cera durante la cottura. Lo stampo in argilla era quindi utilizzato per creare il modellino in bronzo. In questo modo, ogni bronzetto risulta essere un pezzo unico. Nel corso degli anni se ne sono ritrovati circa quattrocento.

La civiltà nuragica continua ad esistere anche quando, tra il IX e il III secolo a.C. si stabiliscono nell'isola popoli venuti dal mare, prima i Fenici poi i Punici, con i quali i nuragici intrattenevano stretti rapporti commerciali.

Il nuraghe Santu Antine, presso Torralba (SS)Il nuraghe Santu Antine, presso Torralba (SS)

 

Testo di Francesca Tolu

 

Dall'arrivo dell'uomo all'Età del Rame

La Civiltà Nuragica

L'arrivo di nuovi popoli

I Giudicati

Il dominio spagnolo

Breve parentesi austriaca e periodo sabaudo

La Sardegna italiana

Riferimenti Bibliografici

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