Le foreste sono forse, nell’immaginario collettivo, la massima espressione della naturalità. Il “bosco”, la “foresta”, la “macchia” sono concetti che immediatamente colleghiamo all’idea di natura, agli animali, all’inesplorato. L’albero stesso rievoca in noi una serie di concetti simbolici molto importanti: casa, protezione, vita, le proprie radici, il tempo, e tanti altri.
In effetti, le foreste, «sono sistemi ecologici complessi che hanno un ruolo importante per le funzioni che svolgono e i servizi che forniscono alla comunità: dall’assorbimento di anidride carbonica e produzione di ossigeno, alla regolamentazione degli equilibri idrogeologici e protezione dei suoli, alla conservazione della biodiversità vegetale e animale e degli habitat naturali». «Le foreste sono anche una risorsa rinnovabile e costituiscono un’importante fonte di reddito, soprattutto per le comunità dell’interno della Sardegna, nell’ambito dello sfruttamento dei prodotti del bosco come legname, frutti, sughero, miele e funghi, e del turismo legato al tempo libero» (Ente foreste della Sardegna).
Le foreste demaniali della Sardegna, gestite dall'Ente Foreste, includono le più importanti aree boschive della Sardegna per un totale di 220 mila ettari (pari al 10% del territorio della Sardegna).
Le foreste demaniali ospitano una fitta rete di sentieri segnalati, cartellonistica informativa e aree attrezzate per il pranzo al sacco.
Spesso incluse in parchi naturali, SIC o ZPS, le foreste demaniali costituiscono i luoghi ideali per l'escursionismo, il biowatching, la fotografia naturalistica e altre attività all'aria aperta.
Qui sotto troverai l'elenco delle foreste demaniali della Sardegna. Ti consigliamo anche di scaricare la Guida alla visita delle Foreste Demaniali, realizzata dall'Ente Foreste della Sardegna, e ricco di informazioni utili.
La maggior parte delle grotte si genera in formazioni rocciose di natura calcarea, attraverso il fenomeno del carsismo.
Anche in Sardegna si trovano numerose grotte e altre cavità carsiche. Alcune di esse sono ancora in parte inesplorate.
Le regioni carsiche della Sardegna si concentrano nella parte sud-occidentale dell'isola, nei calcari centro-orientali e nelle aree calcaree nord-occidentali. Alcune grotte hanno uno sviluppo planimetrico di diverse decine di chilometri. Molte di esse ospitano una fauna ipogea endemica, come le quattro specie di geotritone sardo (Atylodes genei, Speleomantes imperialis, S. supramontis, S. flavus).
13 grotte della Sardegna sono visitabili dai turisti.
A partire dal periodo autunnale, le precipitazioni abbondanti rimettono in moto i fiumi e i ruscelli della Sardegna, che sono principalmente a carattere torrentizio.
Fino al periodo primaverile inoltrato, molti corsi d'acqua che scorrono su altopiani basaltici o calcarei, o sulle accidentate aree granitiche, incontrano improvvise cadute di quota lungo il loro corso, regalando uno degli spettacoli naturali che da sempre ha attratto l'interesse dell'uomo, le cascate.
Le cascate della Sardegna sono spettacoli temporanei, che regalano il loro apogeo ad escursionisti e fotografi nel ristretto periodo dell'anno che va dall'autunno inoltrato all'inizio della primavera. Ma si sa che spesso gli spettacoli effimeri sono quelli più attraenti.
Alcune cascate della Sardegna sono facilmente raggiungibili, altre richiedono lunghe camminate per poter essere ammirate e possono rappresentare mete principali per le escursioni.
Le spiagge della Sardegna sono la meta turistica estiva per eccellenza della regione. Con 1.897 km di coste la Sardegna presenta un numero incredibile di spiagge sabbiose.
Ma ciò che caratterizza di più il mare della Sardegna è che non esiste una spiaggia uguale all'altra. Calette nascoste, insenature, mini deserti con tanto di dune, spiagge bianche, rosa, rosse o di "chicchi di riso", insomma la Sardegna offre mare per tutti i gusti a 360 gradi.
Non si può dire di essere stati in Sardegna senza aver visitato almeno una delle sue aree archeologiche.
La Sardegna ha una storia straordinaria, indipendente, che si riflette sul suo paesaggio, sulle sue tradizioni, sul carattere delle sue genti, la lingua e i suoi dialetti.
Conoscere la sua storia significa conoscere davvero la Sardegna.
Le aree archeologiche della Sardegna descrivono diverse fasi della storia di un'isola posta al centro del Mediterraneo occidentale, dove quasi 4.000 anni fa prese forma la Civiltà Nuragica, capace di costruire più di 7.500 nuraghi, esportava minerali verso le principali città del Mediterraneo e aveva le sue divinità.
I musei della Sardegna custodiscono un ricco patrimonio storico-culturale, naturalistico, artistico e documentario.
I musei archeologici raccontano la storia dell'uomo nell'isola dal Neolitico all'età moderna passando per la Civiltà Nuragica, la dominazione romana e le varie fasi storiche del Medioevo, rappresentando un vero e proprio viaggio nella storia della cultura sarda.
I musei di scienze naturali, quali geologia, mineralogia e paleontologia, costituiscono, invece, un viaggio nella peculiare storia geologica e naturale dell'isola di Sardegna.
Altri musei, come quelli etnografici, della cultura contadina, o della storia mineraria, custodiscono un patrimonio che documenta le passate attività umane.
Parte dei musei della Sardegna è ospitata nelle città, ma numerosi sono i musei ubicati presso i centri urbani minori o nelle loro vicinanze. Essi raccolgono le testimonianze archeologiche, culturali o naturali del territorio circostante. Ogni museo, quindi, è un mondo a sé, capace di raccontare una storia unica, costituendo, pertanto, un punto di partenza per comprendere la cultura e il territorio di una parte di Sardegna.
Abbiamo creato molto di recente questa sezione sui musei della Sardegna. I musei finora elencati sono stati descritti, nell'ambito della nostra iniziativa Cooperattivamente, direttamente dalle cooperative che li gestiscono.
All'interno della sezione "Esplora la Sardegna" abbiamo scelto di aggregare i luoghi d'interesse ambientale e culturale della Sardegna in grandi categorie, quali aree naturali protette, aree archeologiche, musei, cascate, grotte ecc.
Tuttavia, numerosi altri luoghi della Sardegna meritano di essere raccontati.
Nella sottosezione "Altre aree di pregio naturale o storico" puoi trovare i luoghi che non rientrano nelle altre categorie. Si tratta spesso di aree naturali protette o monumenti naturali in attesa di istituzione, o altre aree di particolare o straordinario interesse naturale, storico, geologico, paleobotanico o paesaggistico.
I Comuni della Sardegna sono 377, suddivisi in cinque province. I due comuni più popolosi sono Cagliari, capoluogo della regione, con circa 149.092 abitanti, e Sassari, con 122.159 abitanti. Il comune meno popoloso è Baradili, con 76 abitanti. La popolosità media dei comuni della Sardegna è di 4.211 abitanti (dati ISTAT 2022).
Ma il fascino dei Comuni della Sardegna non è proporzionale alla loro popolosità. Spesso quelli che oggi sono piccoli Comuni, hanno rappresentato importanti centri in passato, e per questo motivo possono ospitare unicità storiche e un fiorente artigianato locale. Molto spesso proprio i Comuni più piccoli conservano ancora le abitazioni e la struttura viaria del passato e possono rivelarsi interessanti tappe da visitare in occasione di un viaggio alternativo al turismo costiero.
I Comuni della Sardegna amministrano in media territori molto vasti, potendo quindi includere importanti evidenze naturali.
Il 4 febbraio 2016, la Legge Regionale n. 2 ha sostituito la precedente suddivisione territoriale della Sardegna (L.R. n. 9 del 12 luglio 2001), che prevedeva otto province. Sono state abolite, quindi, le province del Medio Campidano, di Carbonia-Iglesias, dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio, per lasciare spazio a cinque province. Oltre alle province "storiche" di Sassari, Nuoro e Oristano, la nuova legge ha istituito la Città Metropolitana di Cagliari e la provincia del Sud Sardegna.
La Città Metropolitana di Cagliari include 17 territori amministrativi comunali dell'area vasta di Cagliari, mentre la provincia del Sud Sardegna include i comuni delle precedenti province di Carbonia-Iglesias e Medio-Campidano, i comuni della provincia di Cagliari non compresi nella Città Metropolitana, e i comuni di Genoni e Seui, che prima appartenevano rispettivamente alla provincia di Oristano e dell'Ogliastra.

Le Aree naturali protette della Sardegna, comprendono 2 parchi nazionali, 4 parchi naturali regionali, 6 aree marine protette, una trentina di monumenti naturali, circa 130 siti Natura 2000 e 8 aree del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna.
A queste si aggiungono l’area del Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu, non ancora operativo, e 3 oasi WWF che, pur non essendo vere e proprie aree naturali protette, assolvono comunque ad un ruolo simile. Inoltre, è prossima all’istituzione una sesta area marina protetta, quella di Capo Testa – Punta Falcone, poco distante dal Parco Nazionale di La Maddalena.
L'istituzione di un'area naturale protetta è legata alla necessità di tutelare la biodiversità. Tuttavia, numerosi fattori subentrano nella scelta di un'area naturale da proteggere.
La presenza di habitat importanti o di specie in pericolo d'estinzione sono sicuramente fattori chiave, ma anche le caratteristiche del paesaggio, la storia e le tradizioni dell'uomo sono elementi essenziali.
Non è un caso se molti parchi nazionali ricadono proprio laddove una millenaria presenza dell'uomo ha prodotto paesaggi culturali unici.
Molti habitat di importanza europea sono indissolubilmente legati ad attività umane perpetuatesi per tempi lunghissimi, e necessitano di tali attività per continuare ad esistere.
Le aree protette, quindi, rappresentano molto spesso il connubio fra natura e storia dell'uomo.
Grazie alla sua variabilità geologica, ogni angolo di Sardegna è una regione a sé, con i suoi paesaggi, la sua flora, la sua fauna e le sue tradizioni.