Sono passati più di 300 mila anni da quando il primo uomo mise piede in Sardegna. Si trattava di un uomo ancora arcaico, di cui oggi si conoscono i manufatti in pietra, rinvenuti in diverse aree dell'isola in prossimità dei giacimenti di selce.
L'uomo moderno (Homo sapiens) arrivò in Sardegna circa 20.000 anni fa, stanziandosi dapprima lungo le coste, nelle grotte, poi spingendosi verso l'interno, occupando un'isola ricoperta di boschi ininterrotti, popolata da una fauna e una flora endemica, e soppiantando l'uomo arcaico.
Da quel momento le popolazioni dell'isola seguirono un destino indipendente.
Nell'arco dei millenni quelle popolazioni generarono una cultura autoctona, differente da qualsiasi altra nel bacino del Mediterraneo.
Ed è il secondo millennio prima di Cristo, quando in Sardegna prende forma la Civiltà Nuragica, caratterizzata dalla tipica costruzione megalitica, il nuraghe, una fortezza costruita in blocchi di roccia di dimensioni tali e così sapientemente disposti da rivelare una conoscenza architettonica e costruttiva evoluta.