Il SIC Castello di Medusa è inserito in un’area calcarea, suddivisa in due blocchi distinti dal corso del Fiume Araxisi che ha scavato un profondo solco vallivo. Il sito è caratterizzato da un paesaggio aspro e selvaggio, ancora incontaminato e scarsamente antropizzato, ricco di sorgenti, fiumi e miniere abbandonate. Il Rio Araxisi, scorre in una selvaggia gola intorno ad una pittoresca rupe di origine calcarea dalle pareti color ocra.
Queste si alzano a precipizio sul fiume per circa 100 metri dove si trovano le rovine del Castello di Medusa in una zona che, vista la natura geologica del terreno, è ricca di numerose cavità di origine carsica. Sono note attualmente 18 grotte naturali, come risulta dal Catasto Speleologico Regionale, di cui solo due nel lato sud orientale e tutte le altre nel lato nord occidentale dove si ergono i ruderi del cosidetto Castello di Medusa. In quattro grotte risulta presente lo Speleomantes imperialis, riscontrato talvolta in numero molto elevato di esemplari. L’area risulta totalmente isolata da altri massici calcarei ospitanti la specie suddetta, per cui il suo valore protezionistico è molto elevato. In alcune grotte e in una galleria mineraria sono inoltre presenti quattro specie di chirotteri: Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus hipposideros, Rhinolophus mehelyi e Miniopterus schreibersii. Particolarmente importanti sono le popolazioni di Rhinolophus mehelyi, che qui trascorrono il periodo di letargo. Si sottolinea che questa specie è presente solo in Sardegna e Sicilia ed è segnalata in pochissimi siti Natura 2000 della Sardegna. (Fonte: Rete Natura2000, modificato)
Attività che puoi fare qui






Informazioni generali
Denominazione: Sito di Importanza Comunitaria Castello di Medusa
Codice: ITB032240
Coordinate: 39° 53' 07" N - 08° 58' 05" E
Comuni interessati: Asuni
Superficie: 493 ettari
Quota minima: 120 m
Quota massima: 560 m
Quota media: 326 m
Regione biogeografica: Mediterranea
Link utili:








