Nomi comuni
Assiólo, assiólo comune, assiuólo
Nome scientifico
Otus scops Linnaeus
Nomi sardi
Tzonca, tonca, assoggi
Descrizione
L'Assiolo (Otus scops) è un piccolo rapace notturno appartenente alla famiglia degli Strigidi, diffuso in Europa, Asia e Africa. Con i 19-21 cm di lunghezza, l’assiolo è il più piccolo Strigide europeo dopo la civetta nana (non presente in Sardegna). L'apertura alare è compresa tra i 47 e i 54 cm. Il peso varia tra i 60 e i 135 grammi, con le femmine generalmente più grandi e pesanti dei maschi. Il piumaggio dell'assiolo è caratterizzato da tonalità grigio-brune con striature più scure, che gli conferiscono un'eccellente mimetizzazione tra le cortecce degli alberi. Gli occhi sono grandi e gialli, e i ciuffi auricolari erettili, simili a orecchie, sono una delle sue caratteristiche distintive.
Biologia
L'assiolo è un predatore notturno la cui dieta comprende principalmente insetti, come le cavallette e le falene, ma anche piccoli mammiferi, uccelli e altri vertebrati. La caccia avviene solitamente all'imbrunire o durante la notte, quando l'assiolo sfrutta la sua vista acuta e l'udito eccellente per individuare le prede.
L'assiolo è noto per il suo caratteristico canto, un "chiù" monotono e ripetitivo che viene emesso principalmente durante la notte, udibile a grande distanza, e che serve a delimitare il territorio e a richiamare il partner. In realtà, il tipico “chiù” non è il solo tipo di vocalizzo emesso da questo rapace notturno. Molto frequente è anche un richiamo simile ad un miagolio.

La riproduzione dell'assiolo segue un ciclo stagionale ben definito, iniziando con il ritorno dei migratori dalle aree di svernamento in Africa verso i territori di nidificazione in Europa e Asia, durante la primavera, sebbene in Sardegna vi sia una popolazione stanziale.
Il periodo di corteggiamento inizia solitamente ad aprile, quando i maschi iniziano a cantare per attrarre le femmine e stabilire il proprio territorio con il caratteristico e ripetitivo richiamo. Quando una femmina risponde al richiamo del maschio, inizia una serie di rituali di corteggiamento che possono includere offerte di cibo e vocalizzazioni più complesse.
Una volta formata la coppia, la scelta del sito di nidificazione è cruciale. Gli assioli non costruiscono nidi propri, ma preferiscono utilizzare cavità naturali negli alberi, buchi nei muri, nidi abbandonati da altri uccelli o anche cassette nido predisposte dagli esseri umani. Questi siti devono essere ben protetti dai predatori e sufficientemente spaziosi per accogliere le uova e, successivamente, i pulcini.
La femmina depone generalmente tra 3 e 5 uova, di colore bianco, a intervalli di un uovo ogni 1-2 giorni. La deposizione delle uova avviene solitamente tra fine aprile e giugno. Una volta deposte tutte le uova, inizia il periodo di incubazione, che dura circa 24-25 giorni. Durante questo periodo, la femmina rimane quasi costantemente nel nido per mantenere le uova a una temperatura costante, mentre il maschio si occupa di cacciare e portare cibo alla femmina.
Alla schiusa, i pulcini sono coperti da un sottile strato di piumino bianco e sono completamente dipendenti dai genitori per il cibo e la protezione. Entrambi i genitori partecipano alla cura dei piccoli, con il maschio che continua a portare cibo e la femmina che lo distribuisce ai pulcini. I giovani assioli crescono rapidamente e sviluppano il piumaggio completo in circa 3-4 settimane. Trascorso questo periodo, i pulcini lasciano il nido. Dopo l'involo, i giovani assioli continuano a essere alimentati dai genitori per alcune settimane mentre imparano a cacciare da soli. Durante questo periodo, i giovani spesso rimangono nei pressi del nido, continuando a ricevere supporto dai genitori fino a quando non sono completamente autosufficienti, solitamente entro l'autunno.
La riproduzione dell'assiolo è strettamente legata alla disponibilità di habitat adeguati e di prede. La perdita di habitat dovuta all'agricoltura intensiva, all'urbanizzazione e ai cambiamenti climatici può influenzare negativamente il successo riproduttivo di questa specie. Per questo motivo, la conservazione degli habitat naturali e la protezione dei siti di nidificazione sono essenziali per garantire la sopravvivenza dell'assiolo.

Ambiente
L'assiolo predilige habitat boschivi e aperti, come le foreste di latifoglie, i parchi, i giardini e le aree agricole con alberi sparsi. Questa specie è migratrice: trascorre l'inverno in Africa, a sud del Sahara, e ritorna in Europa e Asia durante la primavera per nidificare ma, come già detto, in Sardegna è stanziale e nidificante in tutto il territorio, tranne nei rilievi montuosi più elevati delle zone interne. L'assiolo è particolarmente adattabile e può vivere anche in ambienti urbanizzati, purché ci siano sufficienti risorse alimentari e siti di nidificazione disponibili. La sua presenza è spesso indicativa di un ambiente sano e ricco di biodiversità, poiché necessita di una buona disponibilità di prede e di un habitat adatto per riprodursi.

Curiosità
L'epiteto specifico "skops" deriva dal greco antico e significa "gufo". La presenza dell'assiolo è spesso considerata un segno di buona fortuna nelle culture rurali. Del resto ha un'importante funzione ecologica, contribuendo al controllo delle popolazioni di insetti e piccoli roditori, e quindi svolgendo un ruolo fondamentale nel mantenimento dell'equilibrio dell'ecosistema.
Il richiamo ha ispirato numerose leggende e tradizioni popolari.
Nonostante la sua diffusione, l'assiolo è una specie protetta in molte regioni. Secondo la IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) la popolazione italiana, stimata in 10.000- 22.000 individui maturi ha conosciuto un lieve declino (0-19%) in 10 anni. Tuttavia, questa possibile flessione non è sufficiente per classificare l’animale in una categoria di rischio elevato e attualmente è ritenuto a minore preoccupazione (Least Concern, LC). I possibili fattori di declino sono la perdita di habitat, le pratiche agricole intensive, e l’uso di pesticidi e rodenticidi che non solo causano la riduzione delle prede, ma possono a loro volta avvelenare gli individui che si sono cibati di insetti o roditori intossicati.
Fotografie di Giuseppe Fadda
Classificazione scientifica
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Strigiformes
Famiglia: Strigidae
Genere: Otus Pennant
Specie: Otus scops Linnaeus






