I parchi nazionali della Sardegna sono due e interessano una superficie totale di circa 25.000 ettari.
Il Parco dell'Isola dell'Asinara, il più piccolo, comprende un'intera isola, mentre il Parco dell'Arcipelago di La Maddalena è l'unico parco nazionale d'Italia il cui territorio coincide esattamente con il territorio di un Comune.
A questi due parchi nazionali si aggiunge una terza area, quella del Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu, il primo vero parco nazionale della Sardegna, oggi non ancora operativo. Per questo parco parleremo di “area del parco”, in quanto, sebbene le misure di salvaguardia e l’ente parco non siano ancora attivati, gli spazi e i sentieri sono pienamente fruibili.
Ognuno contraddistinto da caratteristiche ambientali uniche, nonché da un diverso rapporto con l'uomo protratto nell'arco di decenni o secoli, i parchi nazionali della Sardegna regalano tre diverse sfaccettature dello straordinariamente vario territorio di Sardegna.
I Parchi naturali regionali della Sardegna sono quattro e occupano una superficie totale di circa 29.000 ettari.
I quattro parchi regionali sono dislocati in aree profondamente diverse fra loro sia dal punto di vista ambientale e paesaggistico, sia della flora e fauna in essi ospitate.
Il Parco di Porto Conte, nell'omonima insenatura naturale, include le falesie calcaree di Capo Caccia e Punta del Giglio, ospita diverse specie importanti della flora e della fauna sarda. Vi nidifica anche una delle poche colonie italiane di grifone. Il Parco del Gutturu Mannu, immerso nella più grande foresta del Mediterraneo, include il più importante areale del cervo sardo, mentre il Parco del Molentargius - Saline ospita uno spettacolo naturale unico al mondo: la nidificazione di migliaia di coppie di fenicottero rosa all'interno di un'area ad alta densità urbanistica. Il Parco di Tepilora, di recentissima istituzione, comprende paesaggi dominati da graniti e ricade nelle foreste demaniali di Crastazza, Tepilora e in quella di Sos Littos, tutelata fin dal 1914.
Le Aree Marine Protette (AMP) della Sardegna sono attualmente sei.
Le AMP sono aree marine e costiere che per le loro caratteristiche morfologiche, oceanografiche e biologiche meritano di essere tutelate. Le AMP includono zone a tutela integrale o parziale al fine di assicurare che gli habitat marini più delicati rimangano indisturbati.
Le AMP della Sardegna includono una superficie totale di quasi 133.200 ettari di mare in tratti costieri tra i più incontaminati del Mediterraneo.
Due di esse, l'AMP Capo Caccia - Isola Piana, e l'AMP Isola dell'Asinara sono anche associate a parchi naturali regionali.
Le Oasi WWF della Sardegna sono tre e includono una superficie totale di 4.208 ettari.
La più importante, nonché la prima oasi istituita dal WWF in Sardegna, è quella di Monte Arcosu, acquistata negli anni '80 per salvare gli ultimi esemplari di cervo sardo. È l'oasi WWF più grande d'Italia. Foreste di lecci, sughere e la macchia mediterranea alta costituiscono i tipi di vegetazione più diffusi.
L'oasi di Scivu tutela un'altra popolazione di cervo sardo e parte del sistema dunale di Scivu-Piscinas. Ogni anno, in settembre, i cervi regalano lo spettacolo unico dei rituali di corteggiamento a pochi passi dal mare.
L'oasi Steppe Sarde, include 8 ettari di prateria savanoide, in un'area cruciale per la nidificazione della rarissima gallina prataiola.
Le Oasi WWF di Monte Arcosu e di Scivu includono sentieri e aree di sosta attrezzate.
I monumenti naturali sono elementi del paesaggio che per le loro dimensioni, caratteristiche morfologiche, età, o modalità di formazione, si impongono nel paesaggio circostante. Possono essere rappresentati da entità geologiche, vegetali, paleontologiche o idriche.
I Monumenti naturali della Sardegna, quelli ufficialmente riconosciuti e tutelati da leggi regionali, sono 27.
Solo questo numero è sufficiente a qualificare la Sardegna come la regione italiana con il più elevato numero di monumenti naturali, e quindi, la regione con il più elevato numero di piccole aree protette.
Tuttavia occorre sottolineare che i monumenti naturali, sparsi ovunque nell'isola, sono centinaia, spesso sconosciuti ai tanti, ma comunque sorprendenti come quelli ufficialmente riconosciuti.
La straordinaria varietà geologica della Sardegna ha contribuito alla formazione di un così elevato numero di monumenti di tipo geologico, ma numerosi sono anche quelli rappresentati da esemplari arborei particolarmente vetusti. In Sardegna vi sono gli alberi più vecchi d'Italia, e tra i più vecchi d'Europa.
I Siti di Importanza Comunitaria (SIC) fanno parte della principale strategia europea per la conservazione della natura, la Direttiva Habitat (CE 1992/43). I SIC sono aree strategiche per la tutela di habitat di importanza europea, cioè quegli habitat naturali e semi-naturali che rischiano di scomparire o che sono legati a specie animali o vegetali minacciate da estinzione.
I SIC della Sardegna sono 93, e includono una superficie complessiva di circa 475.000 ettari, pari al 19,7% della superficie regionale. I SIC sono convertiti in Zone Speciali di Conservazione (ZSC) da parte del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Insieme alle Zone di Protezione Speciale (ZPS), le ZSC costituiranno la cosiddetta Rete Natura 2000.
Le Zone di Protezione Speciale (ZPS) sono aree di importanza fondamentale per la tutela di specie di uccelli rare o minacciate da estinzione. Esse includono areali di nidificazione, svernamento o punti d'appoggio sfruttati dagli uccelli di passo durante le migrazioni.
Le ZPS della Sardegna sono 38, e coprono un'area totale di circa 297.000 ettari, pari al 12,3% della superficie regionale.
Sono in genere localizzate in aree umide costiere o interne, ma comprendono anche pascoli naturali e semi-naturali, zone arbustive, boschive e rupicole.