Il SIC Stagno di Teodoro, ora Zona Speciale di Conservazione, comprende due bacini collegati: uno stagno più interno, e il bacino Pescaia, collegato con il mare. Un lungo tombolo sabbioso, con dune ben strutturate e stabilizzate dalla vegetazione psammofila, li separa dal mare.
L'estensione complessiva dei bacini è di circa 230 ha, di cui 32 occupati dal bacino Pescaia.
Lo Stagno di San Teodoro, retrostante alla grande spiaggia della Cinta, ha una grande valenza ambientale in quanto è un sito di sosta, svernamento e riproduzione di numerosi uccelli acquatici anche di interesse internazionale. Esso può essere considerato, dal punto di vista avifaunistico, l'area umida più importante della costa nord orientale della Sardegna. La fascia sabbiosa che costituisce il cordone dunale che delimita lo stagno verso il mare, è caratterizzata soprattutto da un arenile privo di vegetazione o con vegetazione pioniera a Cakile maritima oltre che dalle dune del litorale. Tuttavia l'aspetto più significativo è dato dalla vegetazione ad alofite con dominanza di Chenopodiacee succulente e delle paludi sub-salse a Juncus acutus e Juncus maritimus. Il SIC inoltre comprende una parte a mare che trova la sua importanza per la presenza in essa di una prateria di Posidonia oceanica che però attualmente non si trova in un buon stato di conservazione. (Fonte: Rete Natura2000, modificato)
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Informazioni generali
Denominazione: Zona Speciale di Conservazione Stagno di San Teodoro
Codice: ITB010011
Coordinate: 40° 48' 09" N - 09° 40' 03" E
Comuni interessati: San Teodoro
Superficie: 820 ettari
Quota minima: 0 m
Quota massima: 51 m
Quota media: 5 m
Regione biogeografica: Mediterranea
Relazione con altre aree protette:
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