Come per la gran parte degli studiosi, il suo nome è noto principalmente a chi lavora e studia nel campo della natura, ma il contributo che il giovane Matteo Griggio (classe 1976) ha dato allo studio di diversi uccelli della Sardegna e non solo, come pure la sua recente campagna in difesa del mare*, interessano un pubblico molto più ampio. Professore universitario presso il Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova, con alle spalle più di cento pubblicazioni su riviste di settore, efficace divulgatore, nonché un grande amante della natura nel senso più ampio del termine. La passione per la natura, divenuta un lavoro, lo ha portato in molti luoghi, ma da anni aveva eletto la Sardegna come sua seconda casa: l’ambiente e le persone di quest’isola lo hanno conquistato così da portarlo a trascorrerci lunghi e impegnatissimi periodi per seguire i suoi studi.
Sempre impegnato a esplorare il Sinis, nell’infaticabile ricerca di raccogliere nuove informazioni su specie studiate in altri luoghi, come la Passera sarda (Passer hispaniolensis) che aveva incontrato nel deserto di Almeria, in Spagna, e ritrovato in questi luoghi; a “caccia” di gruccioni (Merops apiaster) e dei loro nidi, particolari indicatori di ambienti poco disturbati e integri. Nella Barbagia di Nuoro, Matteo ha continuato a studiare il comportamento sessuale della Passera lagia (Petronia petronia), oggetto della sua tesi di laurea, organizzando una fitta rete di cassette nido in cui condurre le lunghe osservazioni, arricchite dalle preziose informazioni raccolte attraverso profonde chiacchierate con gli amici pastori. Le percezioni dei mutamenti del paesaggio, degli habitat, delle specie e delle attività umane, viste attraverso gli occhi delle persone che vivono e conoscono i luoghi, sono sempre state per lui dati preziosi, attraverso i quali migliorare la lettura del comportamento delle specie studiate.
Spesso non si da peso all'utilità della ricerca di base per l'umanità intera, ma la comprensione di ogni singolo fenomeno permette di comprendere meglio noi stessi e l'ambiente in cui viviamo e dal quale non possiamo prescindere.
Sei andato via troppo presto, Matteo, ma in fondo la tua grande passione è anche la nostra e il tuo contributo alla conoscenza non potrà che proseguire.
Grazie per tutto quello che hai fatto.
La sua passione inarrestabile non può che continuare e noi siamo qui a portare avanti questa straordinaria eredità, grazie alla volontà della sua cara famiglia e degli stimati colleghi.
I suoi progetti continueranno tramite #premi e #borsedistudio ai quali potete contribuire tutti!
Per incoraggiare giovani naturalisti a seguire le orme di Matteo:
Conto Fineco Società Italiana di Etologia
IBAN: IT41V0301503200000003484605
Causale: Donazione in ricordo di Matteo Griggio
* http://assomarinas.it
Articolo di Amedeo Fadda, Giorgio Massaro ed Emanuela Manca, illustrazioni di Riccardo Atzeni










